A DIVINIS

Don Verzé perché sei morto? Pane
e vino non ti mancava,
ma che messa sacrilega dicevi,
se una mano l'altra lava?
è la legge del Merca, dice che il San Raffaele
era l'ultimo baluardo della ricerca.
Munifici bonifici donate sottoscrivete un cancro che vi perda!
In articulo mortis si ebbe, to-ta-li-ta-riamente
('ego vos omnes absolvo
ab omnibus peccatis vestris...') pensate gente!
l'Ambrogino d'oro.
Qui ci voleva Gadda quando scriveva dei mocosos de guerra
ma ai De Linguagi è tolto ogni sospetto della vera grandezza.
Volle offuscare il Foscolo! ma non era
che un recar sami al vaso? Don Verzè
stammi pure a sentire un poco a mè
non avevi imparato proprio nulla
eppure il tempo in terra, dalla culla
all'avello non ti era mancato:
l'Impiccato del Tamigi, l'Avvelenato sopra il Colonnato,
il Banchiere di Dio, dìsi nagotta, che si fece la fine der Pisciotta
ci voleva ricerca
e donazioni ma senza un po' di storia
si resta dei storioni.
Né Cacciari né Reale archiprofessori tachibodoni
emeriti che versarono fiumi di sapere
platonico di estatologica
democrazia spesero una parola per te?
Quel ch'è di patto non è d'inganno,
Oggi si è testimonial, è peggio la salvezza del malanno.
La comunione trifola finanziaria eugenètica
certo una sottospecie vaticanica
ora non lascia l'aria più che per mezza natica.
Poi verranno a parlarci di capitale
morale i formiconi
degli approdi (Montale).
