ERG

 

 

 

 

 

 

 


ELETTRORETINOGRAFIA

 

Sinonimi

ERG (Electroretinography)

 

Premessa

La retina, come tutti gli altri tessuti nervosi, genera impulsi elettrici.  Infatti fra la cornea e il fondo oculare esiste una differenza di potenziale che viene definito potenziale di riposo (standing potential) che durante l’adattamento al buio o alla luce varia lentamente. Sottoponendo la retina a luce artificiale (flash), di varia intensità si hanno rapide variazioni del potenziale: questi cambiamenti opportunamente acquisiti costituiscono l’elettroretinogramma (ERG). Quindi l’ERG deriva dalla somma algebrica dell’attività elettrica delle diverse risposte dello strato dei fotorecettori e cellule bipolari che costituiscono la retina ( cioè si tratta di un potenziale di massa o  field potential).

 

Indicazioni

L’ERG è  una tecnica elettrodiagnostica, scarsamente invasiva, utilizzata in oftalmologia veterinaria per la diagnosi delle patologie retiniche che coinvolgono: fotorecettori (coni e bastoncelli),cellule dello strato bipolare e cellule di Muller. L’ERG è di fondamentale importanza nella valutazione della funzionalità retinica nei soggetti con cataratta e/o opacamento della cornea prima di un eventuale intervento chirurgico. In questi casi l’opacamento dei mezzi diottrici impediscono l’esame diretto del fondo oculare.

Un altro campo applicativo dell’ERG è quello della diagnosi precoce delle malattie retiniche ereditarie (PRA; “Progressive Retinal Atrophy” e SARD; “ Sudden Acquired Retinal Degeneration”), in quanto all’esame oculare diretto non può,in questi casi, essere rilevata nessuna lesione. Cosiche per queste retinopatie l’ERG è al giorno d’oggi  l’unico strumento diagnostico attualmente disponibile.

 

Controindicazioni

L’ERG è controindicato nei soggetti dove non è possibile utilizzare farmaci anestetici generali e midriatici.

 

Tecnica di esecuzione

Il paziente deve essere anestetizzato e la pupilla  dilatata attraverso l’instillazione di farmaci midriatici. L’anestesia del cane e del gatto è richiesta per ottenere l’immobilità dell’animale per evitare eventuali movimenti pupillari e oculari volontari e involontari che comportano artefatti ed interferenze nella registrazione. Mentre la dilatazione della pupilla è necessaria in quanto favorisce  un coinvolgimento maggiore della retina durante la stimolazione luminosa

L’equipaggiamento necessario per l’esecuzione del test è costituito da tre elettrodi, una fonte luminosa flash (lampada allo xenon) e l’apparecchio di registrazione.

Il primo elettrodo, a contatto corneale, (lente a contatto modificata)  è applicata sulla superficie corneale previa interposizione di idrossipropilmetilcellulosa,   un mezzo viscoso che garantisce una maggiore adesione. Il secondo elettrodo, di referenza  è infisso nel tessuto sottocutaneo,  a livello zigomatico mentre il terzo, elettrodo di terra, è applicato alla base dell’orecchio. I potenziali d’azione sviluppati in seguito alla stimolazione luminosa vengono registrati dall’elettroretinografo ed evidenziati graficamente sotto forma d’onda.

La retina è stimolata sia dopo l’adattamento al buio (scotopico),sia dopo l’adattamento alla luce   (fotopico). La stimolazione luminosa può essere variata in intensità, colore e frequenza ed in questo modo diventa selettiva sull’attività dei bastoncelli o coni  rispettivamente.

Infatti la risposta primaria all’adattamento alla luce riflette la funzione dei coni, mentre a seguito all’adattamento al buio si ha quella dei bastoncelli. 

La stimolazione luminosa rapida o “flicker ERG” è altamente specifica per la funzione dei coni.

I “Potenziali Visivi Evocati” o VEP riflettono la funzione visiva centrale come la risposta specifica della corteccia visiva a differenti stimoli. I VEP possono essere registrati con lo stessa unità centrale utilizzata per l’esecuzione dell’ERG.

 

Tracciato normale

Il tracciato elettroretinografico normale è costituito da tre onde: “a”, “b” e “c”, anche se per scopi clinici vengono considerate solo  le prime due.

L’ onda “a” si presenta come una deflessione negativa e riflette l’attività dei fotorecettori. Questa è seguita dall’onda “b” positiva che esprime la funzione delle cellule dello strato  bipolare e di Muller, sulla sua porzione ascendente si identificano i potenziali oscillatori (sono delle piccole onde). L’onda “c” invece  è generata dall’ epitelio pigmentato della retina.

La lettura del tracciato elettroretinografico è immediata, ma è richiesta una corretta interpretazione.

I valori di riferimento utili per identificare una retinopatia devono essere determinati in ogni singola struttura.  L’ assenza dei i valori normali delle onde elettroretinografiche e dovuto alla mancanza di procedure standard e alle differenti condizioni in cui operano i diversi laboratori.

Vengono qui riportati gli intervalli di normalità del cane  di due ricercatori.

 

Caratteristiche

delle onde

Luce Blu

Luce Bianca

Autore

 

Onda A

Onda B

Onda A

Onda B

 

Ampiezza (mV)

-

-

-12

44

Roze M., 19871

Latenza (msec)

-

-

14

34

 

 

 

 

 

 

 

Ampiezza (mV)

-10/-15

10/20

-15/-35

30/45

Chaudieu G., 19922

Latenza (msec)

20/45

60/95

15/35

50/75

 

1 10 minuti di adattamento al buio con fonte luminosa posta a 20 cm.

2 10 minuti di adattamento al buio con fonte luminosa posta a 20 cm e 8 stimolazioni con filtro blu.

 

Interpretazione clinica

L’interpretazione clinica dell’ERG si basa sullo studio delle modificazioni delle onde, “a” e ”b”che costituiscono il  tracciato. Infatti attraverso l’analisi delle caratteristiche delle suddette onde:: ampiezza e latenza è possibile diagnosticare le diverse disfunzioni retiniche.

Secondo il tipo di patologia retinica si avrà diminuzioni dell’ampiezza e aumento della latenza, o addirittura ERG non registrabile, che si potranno rivelare con le diverse metodologie elettroretinografiche.   

 

Riferimenti bibliografici

Chaudieu G.: Affections dysplasiques et dégénératives héréditaires de la rétine du chien. Prat. Méd. Chir. Anim. Comp., 27:5, 647-677,1992.

Cordella M., Franchi A., Baratta G. e Macaluso C.: Guida all’esecuzione delle indagini elettrofisiologiche in oftalmologia. Ed. Mattioli Fidenza, 1991.

De Gresti A., Mertel L. e Villa A.: Esperienze di elettroretinografia clinica in alcuni casi di cecità nel cane. Veterinaria, 3, 103-109, 1995.

Gaiddon J., Lallement P.E. et Peiffer R.L.: étude et résultats statistiques de 207 électrorétinogrammes de Caniches nains suspects d’atrophie rétinienne progressive. Prat. Méd. Chir. Anim.Comp.,32,77-81,1997.
Komaromy A. M., Smith P.J. and  Brooks D.E.: Electroretinography in Dogs and Cats. Part I. Retinal Morphology and Physiology. The Compendium, 20:3, 343-349,1998.   

Komaromy A. M., Smith P.J. and  Brooks D.E.: Electroretinography in Dogs and Cats. Part II.Technique, Interpretation and Indications. The Compendium, 20:3, 355-366,1998.

Roze M.: Affections héréditaires de la rétine du chien. Prat. Méd. Chir. Anim. Comp., 27:5,619-644,1992.

 

 

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Monografie sui test:

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