Prof. Alessia Bacchi
Laurea con lode in Chimica nell'anno 1991 presso l'Università di Parma con una tesi dal titolo 'Preparazione, struttura, proprietà dielettriche di complessi di rame e nichelio con leganti acilidrazonici polidentati' (relatori: Prof. Corrado Pelizzi, Istituto di Chimica Generale ed Inorganica e Prof. Rosanna Capelletti, Dipartimento di Fisica).
Conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Chimiche nell'anno 1995 con una tesi dal titolo: 'Indagini strutturali su complessi metallici di leganti polidentati: analisi dell'impacchettamento e degli aspetti conformazionali' (relatore Prof. Giancarlo Pelizzi, Università di Parma).
Post-doctoral fellow all'European Molecular Biology Laboratory di Amburgo nel periodo 1995-1996 nel gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Keith Wilson.
Borsista post-dottorale presso il Dipartimento di Chimica Generale ed Inorganica, Chimica Analitica, Chimica Fisica dell'Università di Parma nel periodo 1996-1998.
Ricercatrice presso lo stesso Dipartimento dall'Ottobre 1998.
Professore associato presso la Facoltà di Scienze MM.FF.NN. dal 1 Ottobre 2001.
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Attualmente l'attività di ricerca si svolge principalmente nell'ambito dei temi:
Caratterizzazione strutturale, e correlazione tra struttura e reattività di complessi metallici di leganti idrazonici polifunzionali
Induzione e controllo del polimorfismo in sistemi cristallini
Progettazione, caratterizzazione e studio di composti con architetture cristalline modulari
La ricerca si avvale degli strumenti della
diffrazione dei raggi X su cristallo singolo e su polveri:
come metodo per la caratterizzazione strutturale di nuovi composti cristallini
come punto di partenza per studi strutturali che utilizzino tecniche di modellistica molecolare
come base per correlazioni proprietà-struttura
I dati strutturali ricavati dagli esperimenti di diffrazione vengono integrati con quelli presenti nelle banche dati cristallografiche e, ove necessario, dai risultati di calcoli di modellistica molecolare.
L'interpretazione dei dati viene effettuata con metodi di correlazione strutturale analoghi ai metodi chemiometrici utilizzati nell'elaborazione dei dati in chimica analitica.
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Un esempio di sinergia tra metodi diffrattometrici, modellistica molecolare, e tecniche chemiometriche nello studio di un composto con interesse farmaceutico è dato dal lavoro sulla
rifamicina O, un antibiotico di cui è stata studiata la struttura molecolare e cristallina, confrontandola con quella di altre rifamicine attive e non attive. (A. Bacchi, G. Pelizzi, M. Nebuloni, P. Ferrari, 'Comprehensive study on structure-activity relationships of rifamycins: discussion of molecular and crystal structure and spectroscopic and thermochemical properties of rifamycin O', Journal of Medicinal Chemistry, (1998), 41, 2319-2332).
Durante un periodo di attività post-dottorale (1995-1996) presso
l'EMBL di Amburgo ho lavorato sui metodi di validazione dei risultati in cristallografia, con particolare riferimento ai problemi che riguardano l'affinamento della struttura delle macromolecole, dove il numero delle osservazioni che derivano dall'esperimento diffrattometrico è in generale molto inferiore al numero di parametri necessari a definire il modello molecolare (A. Bacchi, V. S. Lamzin, K. S. Wilson, ‘Self-validation: an extended Hamilton test’, Acta Crystallographica, Section D, Vol. D52, (1996), 641-646).
Links cristallografici

Associazione Italiana di Cristallografia
European Association of Crystallography